Wine Lover. Degustazioni sensoriali

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Vino come fonte di ispirazione
come sublime momento di piacere
come avvolgente calore
Vino come filosofia

Impariamo a degustare il vino facendo nostro lo stile unico di un autentico WINE LOVER

La degustazione di un vino non deve essere solo una procedura tecnica ma un momento di esplosione sensoriale, un viaggio emozionale che racconta di antichi vitigni, genti e culture contadine tramandate di generazione in generazione, sapori e odori voluttuosi capaci di infondersi nell’anima e nel corpo.
Eccellenza, gusto ed autenticità. Etichette e selezioni uniche che trasformano il vino in un concerto che rapisce l’anima, bottiglie da preservare e curare per divenire parte di una collezione di inestimabile valore.

Il vino, inebriante nettare in un calice da assaporare con lenta gioia. Non possiamo diventare esperti con poche istruzioni, ci vuole tempo ed esperienza, ma possiamo imparare ad avere un rapporto diretto con il vino, sentirlo e viverlo come dei veri amanti.
Oggi faremo un viaggio per scoprire insieme le principali regole base per custodire, servire e degustare al meglio i nostri vini.

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CONSERVAZIONE E SERVIZIO. QUESTIONE DI TEMPI

Preservare il vino dalla luce e dal caldo per evitare, anche se è un processo naturale, l’ossidazione. E’ buona regola dunque disporli in un ambiente asciutto e buio o quantomeno non esposto direttamente alla luce. Anche la temperatura dell’ambiente scelto ha la sua importanza, l’ideale è una fascia compresa fra i 10 ed i 15 gradi con un tasso di umidità consistente e non inferiore al 70%.
Per tutti i vini rossi da invecchiamento è fondamentale disporli orizzontalmente evitando così il passaggio dell’aria dal tappo che potrebbe altrimenti seccarsi. Per invecchiamento si intende l’apertura del vino dopo un lungo periodo di tempo dopo l’imbottigliamento ad esempio dai 5 ai 10 anni. Per una degustazione ottimale è necessaria l’ossigenazione per valorizzare tutti i profumi e gustare un prodotto eccellente, le bottiglie dovranno essere aperte minimo cinque ore prima. La migliore procedura è utilizzare un decanter.
I tempi di consumazione dall’imbottigliamento e le temperature di servizio naturalmente variano secondo la tipologia del vino. Per i vini da invecchiamento o barricati il tempo di attesa oscilla dai 5 ai 7 anni e la temperatura non deve essere mai al di sotto dei 18 gradi, per i rossi giovani si va da 12 a 36 mesi con una temperatura fra i 14 ed i 18 gradi, mentre per i vini bianchi generalmente l’intervallo varia dai 18 ai 28 mesi con una temperatura di servizio fra i 9 ed i 13 gradi.

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LA DEGUSTAZIONE. QUESTIONE DI SENSI

Il senso della vista. Per prima cosa bisogna osservare attentamente il vino mentre viene versato per poi portare il calice all’altezza degli occhi per poterne valutare la limpidezza e la trasparenza. Successivamente si passa alla determinazione dell’intensità della gradazione di colore e delle sfumature che il vino regala. Il modo migliore per osservare al meglio queste caratteristiche è avere uno sfondo visivo a contrasto preferibilmente bianco. Ma la vista serve anche per analizzare i movimenti del vino e quindi la consistenza, questo è possibile facendo ruotare delicatamente il bicchiere in modo che il vino possa bagnarne le pareti.
I vini più leggeri scivolano veloci, mentre quelli più pesanti permangono più a lungo sui lati del calice. Più gli archi lasciati dal vino sulle pareti del calice sono intensi, più il grado alcolico è elevato.

Il senso dell’olfatto. E’ una percezione delicata ed intensa per questo bisogna avvicinare il bicchiere al naso e chiudendo gli occhi inspirare profondamente. Preferibile ripetere questo gesto più volte ma solo dopo aver atteso qualche istante ed allontanato il bicchiere. Le sensazioni da ritrovare devo richiamare gli odori associativi come il profumo del legno, dei fiori, delle erbe e dei frutti ad esempio ciliegie e mandorle. Il movimento già effettuato in precedenza, la lenta rotazione del bicchiere, serve nuovamente per far sprigionare tutte questi aromi odorosi

Il senso del gusto. L’intuizione sensoriale culmina con l’assaggio. Il vino va sorseggiato poco alla volta trattenendo in bocca per qualche secondo una piccola quantità. Considerando che il nostro organo del gusto è capace di riconoscere i quattro sapori basilari cioè salato,acido,dolce e amaro, lo scopo è quello di individuare il sapore iniziale, medio e finale del vino senza tralasciare di riconoscere il giusto equilibrio del tasso alcolico raggiunto.

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LA DEGUSTAZIONE. COME PROCEDERE TECNICAMENTE

Senza smuovere il vino si avvicina il bicchiere una prima volta al naso e si inspira profondamente. Si ripete un paio di volte ad intervalli allontanando sempre il bicchiere in modo da percepire nuovi aromi. Si prosegue con una lenta rotazione del bicchiere in modo da permettere al vino di sprigionare la sua essenza e bagnare le pareti, quindi si riporta al naso e si inspira profondamente. Ora si procede con l’assaggio con una piccola quantità di vino. Portandolo nella parte anteriore della bocca si inspira attraverso i denti una piccola quantità di aria per far evaporare le parti volatili ed amplificare quelle consistenti del sapore. Sempre trattenendo il vino nella bocca lo si fa muovere con la lingua spingendolo verso il palato e si espira. Questa fase è importante per poter individuare tutte le componenti del vino ad esempio i tannini, gli acidi e l’ alcool e il livello di equilibrio fra esse. Dopo avere assaggiato si deglutisce o come naturalmente usa fare il sommelier, si sputa, (soprattutto se si devono assaggiare molti vini) e quindi si espira per liberare e percepire ulteriori aromi. Ultima fase è quella della valutazione della persistenza del vino all’interno della bocca, subito dopo aver espirato si simula la masticazione per valutarne la durevolezza.

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Ma in tutto questo c’è un alleato fondamentale per godere appieno la nostra esperienza sensoriale con il vino: il bicchiere. Infatti le caratteristiche di ogni tipo di calice possono determinare l’incontro tra la nostra bocca ed il vino. Diventa così importantissimo scegliere il bicchiere corretto per ogni vino in modo da assicurarci non solo una degustazione perfetta ma soprattutto l’esperienza emozionale che attendiamo.
Ecco perché ogni vino richiede il suo bicchiere. Forme diverse definiscono percezioni diverse. Partendo dal termine calice scopriamo una serie ben precisa di bicchieri e di forme, li accomuna il gambo sottile.
Anche in questo caso ci sono delle regole semplici da seguire per orientarsi in modo corretto nella scelta del nostro calice fra flûte, ballon e tulipano.

Calici per i Vini Bianchi
Il Tulipano o bicchiere Sauvignon per bianchi freschi e leggeri
il Renano o bicchiere Chardonnay per bianchi più strutturati o barricati

Calici per i Vini Rossi
il Renano per rossi giovani
Il Ballon Piccolo per rossi non troppo corposi
Il Bordeaux per rossi corposi e strutturati
Il Grand Ballon o bicchiere Bourgogne o Gran Cru per rossi corposi ed invecchiati

Calici per le Bollicine
La Flûte per Prosecco e Spumanti secchi – Per Champagne più invecchiati ne esiste una versione dalla forma leggermente più svasata e panciuto
La Coppa per Spumanti dolci

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Liberate i sensi, liberate il wine lover che è dentro di voi!
Buona degustazione!

 

 


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